Millecinquecento lettori…(magari ce li avessi io)
“Un giornalista politico, nel nostro paese, può contare su circa millecinquecento lettori: i ministri e i sottosegretari (tutti), i parlamentari (parte), i dirigenti di partito, sindacalisti, alti prelati e qualche industriale che vuole mostrarsi informato. Il resto non conta, anche se il giornale vende trecentomila copie”.
Uscito nel 1959 su “Tempo presente”, l’articolo di Enzo Forcella aprì le riflessioni sul giornalismo politico italiano. Destino curioso quello di Millecinquecento lettori: uno degli articoli più citati in assoluto, e uno dei testi meno conosciuti. Ma le verità in esso contenute sono tristemente specchio della realtà attuale, di un tempo che, pur trascorso, è rimasto invariato.
Concludo con un’altra citazione del Forcella: “I fatti, per un giornalista politico, non parlano mai da soli. O dicono troppo o dicono troppo poco. Quando dicono troppo bisogna farli parlare più sottovoce, quando dicono troppo poco bisogna integrarli per renderli al loro significato. Ma la chiarezza, in questo lavoro, è una virtù ingombrante“.